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TERRITORIO E CLIMA

Palazzo Ducale, Venezia Veneto

Regione amministrativa dell'Italia settentrionale. Si affaccia a sud-est sul mar Adriatico e confina a ovest con la Lombardia e il Trentino-Alto Adige, a nord per un breve tratto con l'Austria, a nord-est con il Friuli-Venezia Giulia, a sud con l'Emilia-Romagna. È suddivisa nelle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza. Il capoluogo regionale è Venezia. La regione deriva il suo nome dal popolo dei veneti, che vi giunsero già in epoca preistorica, cacciandone i preesistenti abitanti, gli euganei; per tale motivo il nome tradizionale è quello di Venezia Euganea, per distinguerla dalla Venezia Giulia e dalla Venezia Tridentina, l'attuale Trentino.

Il Veneto, che si estende per 18.364 km2 e conta 4.426.730 abitanti (1995), è tra le più popolate regioni d'Italia; la densità è molto superiore alla media nazionale (241 abitanti per km2 contro 190). I confini sono segnati solo in parte da elementi fisici. A sud il limite è segnato in larga misura dal fiume Po, a ovest dalla sponda orientale del lago di Garda (condiviso con Trentino-Alto Adige e Lombardia), a nord dalle Dolomiti e dalle Alpi carniche (vedi Alpi), a est dalle Prealpi carniche e dai fiumi Livenza e Tagliamento.

Territorio

La morfologia del territorio, racchiuso tra mar Adriatico, Pianura Padana e Alpi, è piuttosto complessa. Nel Veneto si possono comunque riconoscere quattro grandi subregioni, ciascuna con un ambiente, un paesaggio, un'economia e condizioni di popolamento propri. La parte settentrionale, interamente compresa nella provincia di Belluno, la più estesa della regione, corrisponde al Veneto montano, e possiede i caratteri sociali ed economici tipici dell'area alpina: un popolamento rado, un'agricoltura modesta, una debole industrializzazione, ma con molte e importanti località di villeggiatura e di turismo sportivo. Il Veneto mediano, compreso tra le Prealpi e la pianura, si estende nelle province di Treviso, Padova, Vicenza e Verona. È la parte più vitale e ricca della regione, con una florida agricoltura intensiva, un allevamento sviluppato, una solida economia commerciale e industriale, una fitta rete di città e cittadine di antica ricchezza, illustri per storia e cultura. C'è poi il Veneto meridionale, che corrisponde alla pianura compresa tra l'Adige e il Po (vedi Polesine). Infine c'è il Veneto orientale e marittimo, con le sue coste lagunari e le basse pianure spesso minacciate dalle alluvioni del Po. Un posto a parte occupa, anche geograficamente, la laguna di Venezia, al centro della quale si trova la città di Venezia, interamente edificata su isole e terre affioranti dall'acqua.

La zona montuosa del Veneto, alpina e prealpina, non è molto estesa (corrisponde a circa il 30% del territorio), ma è assai varia, con valli popolose, altipiani, massicci rocciosi, al di sopra di dorsali fitte di boschi. La fascia alpina è formata dalla sezione occidentale delle Alpi Carniche (cima Vanscuro, 2678 m) e da una sezione delle Dolomiti, con le loro creste seghettate e gli isolati torrioni. Qui si innalzano alcune montagne tra le più famose e belle delle Alpi, come la Marmolada, le Tofane, il monte Civetta, tutte superiori ai 3200 m. A ridosso delle Alpi venete si allunga la più vasta fascia delle Prealpi, una serie di rilievi elevati dai 700 ai 2200 m, dalla morfologia assai varia, che dalla sponda orientale del lago di Garda giungono sino alla riva destra del Piave. Includono altipiani verdeggianti, come quello di Asiago e dei Lessini, massicci rocciosi, come quello del Grappa, la dorsale del monte Baldo, sovrastante il lago di Garda. La zona collinare è limitata: una serie di modesti rilievi dai profili dolcissimi segna il graduale passaggio alla pianura padano-veneta, da cui emergono i Colli Euganei (in provincia di Padova) e i Colli Berici (in provincia di Vicenza).

Il 56,5% del territorio veneto è formato da pianure: nessun'altra regione italiana ha una così estesa superficie pianeggiante. Ricca di acque fluviali che talvolta straripano, quest'area, generalmente molto fertile, ha necessitato e necessita tuttora di lavori di bonifica e, comunque, di un'attenzione continua alle sue sistemazioni idrauliche. Ancor più delicato è il sistema delle lagune, che orlano quasi tutta la fascia marittima della regione, caratterizzata, su un arco di quasi 200 km, da coste basse e sabbiose. Di particolare importanza è la laguna di Venezia, il cui regime idraulico fu regolamentato nei secoli passati dalla Repubblica di Venezia, ma che in tempi assai più recenti è stato manomesso da improvvidi interventi. Altro elemento di spicco del sistema costiero veneto è il delta del Po, un complesso apparato di canali e di terre alluvionali che si protende nel mare.

Villa Foscari detta - La Malcontenta Una rete fittissima di fiumi e canali attraversa tutta la pianura veneta. Il Po interessa la regione solo nel suo tratto inferiore; a differenza dei fiumi piemontesi e lombardi, i maggiori fiumi del Veneto sono indipendenti dal corso del Po, sfociando direttamente nell'Adriatico. Il più importante è l'Adige, secondo fiume d'Italia per lunghezza (410 km), il cui corso superiore scorre nel Trentino-Alto Adige; tra gli altri si segnalano il Brenta (160 km), il Piave (220 km, il maggiore fiume che scorre interamente nel Veneto), il Bacchiglione (118 km, che bagna Vicenza), il Sile (95 km, che bagna Treviso) e il Livenza (112 km). Oltre al lago di Garda, diviso con la Lombardia e il Trentino-Alto Adige, il Veneto vanta numerosi laghetti alpini molto suggestivi, come quelli di Misurina e di Alleghe, oltre a numerosi laghi artificiali.

Clima e ambiente

Il Veneto ha in generale un clima temperato, nel quale sono presenti sia i caratteri continentali sia quelli marittimi, mediterranei; tuttavia, le sue manifestazioni climatiche variano passando dalla pianura alle zone montuose. Gli inverni sono quasi ovunque freschi o addirittura rigidi. Venezia in gennaio ha una media di 3 °C, una temperatura cioè superiore solo di uno o due gradi alle medie di Milano e Torino. Nell'interno il clima è rigido e non solo alle alte quote (sono stati raggiunti nel XX secolo i -30 °C a Santo Stefano di Cadore, a 908 m di altitudine). Le estati sono fresche sui rilievi - ma anche qui vi sono delle eccezioni: a Cortina d'Ampezzo (1211 m ) i 30 °C in luglio-agosto non sono infrequenti - mentre sono molto calde nella Pianura Padana.

Non meno variabili sono i regimi e la quantità delle precipitazioni. Fondamentalmente si hanno due massimi, uno primaverile e uno autunnale, che, risalendo verso le Alpi, tendono a saldarsi in un unico periodo più piovoso, quello estivo. La piovosità massima, sui 2000 mm annui, corrisponde all'area delle Prealpi; i minimi, persino inferiori ai 500 mm, si hanno nel Polesine. Quanto alla tutela ambientale, la regione ha varato, a partire dal 1980, alcune leggi relative all'istituzione di parchi e riserve naturali, tra cui il Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, il parco interregionale (insieme all'Emilia-Romagna) del Delta del Po, i parchi regionali dei Colli Euganei e della laguna di Caorle. Tuttavia, in rapporto alla superficie territoriale complessiva, la percentuale di aree protette è la più bassa dell'Italia settentrionale. L'elevata densità umana e la forte attività industriale della regione hanno, nel corso del Novecento, profondamente modificato gli equilibri naturali e deteriorato paesaggi che erano tra i più belli d'Italia.

Flora e fauna

I boschi sono complessivamente poco estesi: da tempo le vaste foreste che ricoprivano la pianura sono state distrutte. Là dove sono rimasti, come nelle Prealpi, prevalgono boschi di castagni alle basse quote e di faggi sopra i 900 m. Nelle zone alpine più elevate, soprattutto nel Cadore - l'alto bacino del Piave tra le Dolomiti e le Alpi Carniche - si trovano fitte foreste di abeti e larici. Nel cosiddetto "distretto euganeo", ovvero l'area costituita dai monti Berici e dai Colli Euganei, crescono le specie sempreverdi, tipicamente mediterranee. Aspetti originali assume infine la vegetazione delle lagune, con specie resistenti all'acqua e al sale.

Alla distruzione del bosco (oggi la superficie boscata del Veneto è circa la metà di quella della Lombardia e poco più di un terzo di quella del Piemonte) si è accompagnata la quasi totale scomparsa della fauna selvatica. Sulle montagne si trovano ancora camosci e non rari sono i caprioli, le volpi, i tassi; tra gli uccelli sono presenti i galli cedroni. Le lagune sono popolate da specie di uccelli acquatici.

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