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BARI
Bari e' una citta' cresciuta a ondate. Sino alla fine del '700 e' stata quasi tutta contenuta nell'ambito di quella che viene oggi chiamata Bari Vecchia: una penisoletta di forma triangolare che comincio' ad essere abitata sin dall'Età del Bronzo e che fu poi via via romana, bizantina, longobarda, normanna, sveva e angioina.
Le nuove case venivano costruite dove c'erano spazi liberi, oppure il tessuto gia' fitto veniva abbattuto per far posto a un palazzo o a una chiesa, nuove strade nascevano e nuove case inghiottivano vecchi vicoli, piazzette e corti. Per secoli gli abitanti di Bari, si stiparono in quel breve tratto organizzato intorno ai poli principali del Castello, della chiesa di San Nicola, della piazza del Mercato.
Piu' che un quartiere popolare, Bari Vecchia e' un paese, con la sua vita minuta e colorita, ancora popolato di artigiani, pescatori, piccoli commercianti, un paese fitto di palazzi decaduti e povere, dignitose abitazioni. Questo paese ha il suo centro in piazza Mercantile, l'antico centro degli affari e dominato dal Sedile dei Nobili, accanto al quale sopravvive la colonna infame (della Giustizia), la gogna medioevale per debitori insolventi. Il corso per eccellenza e' la via Palazzo di Citta', creata nel 1500, dove si allineano palazzi decaduti che oggi ospitano botteghe, trattorie popolari, cortili in cui la luce penetra dall'alto. Tutto attorno e' la civilta' del vicolo, con la gente che siede sull'uscio di casa, e che sulla soglia pone il tavoliere per fare le orecchiette, o prepara la salsa di pommodoro.
La chiesa di San Marco dei Veneziani, la chiesetta di Sant'Agostino, rifatta nel 1508 dalla colonia milanese, la romanica San Gregorio dove per tutto l'anno rimane la statua di San Nicola, trasferita nella sua basilica solo nei giorni della Sua festa. Oltre alla spoglia bellezza della Cattedrale e all'importanza del Castello, la citta' vecchia conta luoghi d'interesse e monumenti spesso trascurati dal Viaggiatore: L'Arco della Meraviglia che la tradizione vuole (e qui sta la meraviglia) fabbricato in una sola notte, la Biblioteca De Gemmis, il Museo Storico, dove si conserva un aereo austriaco che bombardo' la citta', la chiesa trecentesca di San Giovanni Crisostomo, parrocchiale di rito greco, la barocca Santa Teresa dei Maschi.
Poi la Penisola su cui Bari era cresciuta divento' troppo piccola. Fu Gioacchino Murat, nel 1813, a dare il via alla seconda urbanizzazione, fondando il borgo che da lui prende il nome. Una citta' programmaticamente razionale, che opponeva il proprio rigido schema a scacchiera al labirinto indecifrabile e fantasioso dei vicoli della vecchia citta'.
La crescita del borgo, come citta' di rappresentanza, e poi della terza citta'(la Bari nuova, che continua a espandersi oltre la stazione ferroviaria inglobando vecchie frazioni e citta'-satelliti), ha significato in qualche modo la decadenza e l'emarginazione della Bari vecchia, isolata dalle strade di scorrimento veloce, e trascurata, nonostante i suoi monumenti e come insieme. Cosi' la citta' vecchia e' rimasta uguale a se stessa, come ferma nel tempo. Forse e' stata la sua fortuna.
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