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TERRITORIO E CLIMA

Monte Rosa Piemonte

Regione amministrativa dell'Italia settentrionale. Confina con la Francia a ovest, con la Valle d'Aosta e la Svizzera a nord, con la Lombardia e - per breve tratto - l'Emilia-Romagna a est, e con la Liguria a sud. È ripartita nelle province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli. Il capoluogo regionale è Torino. La regione deriva il suo nome dalla caratteristica geografica predominante, quella di essere situata direttamente ai piedi delle Alpi ("ai piedi dei monti"): manca infatti nel Piemonte la fascia delle Prealpi.

Il Piemonte, che si estende per 25.399 km2 e conta 4.292.098 abitanti (1995), è la seconda regione italiana per superficie, è preceduta solo dalla Sicilia, ma ha una densità di popolazione inferiore alla media nazionale (169 abitanti per km2 contro 190). Ha confini fisici ben delineati: a sud-est da un breve tratto dell'Appennino, a sud-ovest, a ovest e a nord dai crinali delle Alpi, a est dal Lago Maggiore (in parte condiviso con la Svizzera e la Lombardia) e dai fiumi Ticino e Sesia.

Territorio

Oltre il 43% del territorio regionale è montuoso: è formato da una arcata di montagne che dalle Alpi e dall'Appennino si spinge sino alla Pianura Padana, ed è solcato dai fiumi confluenti nel Po. Ha quindi una morfologia abbastanza semplice e corrisponde approssimativamente alla sezione superiore del bacino idrografico del Po. Fa parte del Piemonte la sezione occidentale dell'arco alpino (Alpi Marittime, Cozie, Graie, Pennine e un tratto delle Lepontine). Sono montagne aspre, cristalline, dalle vette acuminate, che comprendono il Monte Rosa (la seconda cima d'Europa: il suo punto culminante, la punta Dufour, raggiunge i 4634 m), il massiccio del Gran Paradiso (4061 m) e molte montagne che sfiorano i 4000 m, come il Monviso (3841 m), dove ha le sue sorgenti il Po; le valli che si aprono verso la pianura sono trasversali e profonde.

Nonostante la notevole altitudine delle Alpi piemontesi, non mancano i valichi anche di grande transito. I collegamenti con la Francia si svolgono soprattutto attraverso il colle di Tenda (1908 m, valico stradale e ferroviario), il colle della Maddalena (1996 m), il colle del Monginevro (1854 m, in territorio francese), il colle del Fréjus (2538 m, valico stradale e ferroviario) e il colle del Moncenisio (2082 m). Il collegamento con la Svizzera è assicurato dall'importantissimo valico del Sempione (2005 m), sito però in territorio svizzero, percorso dalla galleria ferroviaria più lunga d'Europa. La sezione piemontese dell'Appennino ligure ha invece altitudini e morfologia di tipo collinare; il crinale montuoso è spostato verso la Liguria, che comprende sia i monti più elevati sia i valichi transappenninici.

L'area collinare del Piemonte è quasi altrettanto estesa di quella montana (più del 38% della superficie territoriale). Si possono individuare quattro principali sistemi collinari: il Canavese, formato da depositi di origine morenica, allo sbocco della Dora Baltea in pianura; le colline del Po (o colline di Torino), a sud del fiume; il Monferrato, nei dintorni di Asti; le Langhe, a ridosso dell'Appennino ligure, di cui sono in pratica la prosecuzione e che superano i 600 m. Tutte queste aree collinari ebbero origine da formazioni di rocce terziarie, tenere e facilmente erodibili, da cui dipendono le forme addolcite del rilievo. Le aree pianeggianti della regione occupano solo poco più del 24% del territorio; vi è compresa la sezione occidentale della Pianura Padana, tra la riva sinistra del Po e il Ticino. Questa sezione è divisa (come quasi tutta la Pianura Padana) in alta pianura, dai suoli poco coerenti (ciottoli e ghiaie) e quindi permeabili, e in bassa pianura, dai terreni compatti e impermeabili; al limite tra le due fasce si estende la linea delle risorgive, dove appunto riaffiorano i corsi d'acqua penetrati nel sottosuolo dell'alta pianura.

Chiusa tra monti coperti da ghiacciai e nevai, la regione è tra le più ricche d'Italia di corsi d'acqua. A eccezione del Toce (lungo 83 km, che si immette nel Lago Maggiore dopo aver percorso la Val d'Ossola) tutti i fiumi del Piemonte tributano, direttamente o come subaffluenti, nel Po, il fiume principale della regione, nella quale svolge un quarto del suo corso. Tra i suoi maggiori affluenti di sinistra, che nascono tutti sulle Alpi, oltre al Ticino (che ha una lunghezza di 248 km), si citano la Dora Baltea (160 km, che nasce in Valle d'Aosta), la Dora Riparia (125 km, che confluisce nel Po a Torino) e il Sesia (138 km, che percorre la Valsesia); tra i tributari di destra, provenienti dagli Appennini, il più importante è il Tanaro, che è il più lungo (276 km) e ha il bacino più esteso (8324 km2, il quarto d'Italia ), poiché vi confluiscono le acque della Stura di Demonte, della Bormida e di molti altri fiumi. Una fitta rete di canali, molto importanti per l'irrigazione dei campi soprattutto nell'alta pianura, che è piuttosto arida, completa il sistema idrografico del Piemonte. Il principale è il canale Cavour, di 83 km, che collega il Po con il Ticino.

Se si eccettua la grande quantità di laghetti alpini, pochi sono i laghi della regione: oltre al Lago Maggiore o Verbano (212,2 km2; nella sezione occidentale, quasi tutta piemontese, sono comprese le isole Borromee, tra le più famose isole lacuali d'Italia, mete turistiche di una certa importanza), si ricordano il lago d'Orta o Cusio (18,2 km2) e il lago di Viverone o d'Azeglio (5,8 km2).

Clima

Il Piemonte è caratterizzato da tre tipi di clima: quello di tipo alpino, quello di tipo padano e quello periferico pedemontano. Tuttavia, essendo la regione chiusa agli influssi marittimi, generalmente predomina un clima di tipo continentale, con forti escursioni termiche, sia giornaliere sia annue. Gli inverni sono freddi e asciutti, le estati sono fresche sui rilievi e piuttosto calde nelle pianure. Durante i mesi invernali e autunnali in pianura si formano banchi di nebbia anche molto densi.

Stambecchi, Parco Nazionle del Gran Paradiso La temperatura media annua in pianura si aggira sugli 11-12 °C (a Torino si passa da 1 °C di media invernale a 22 °C di media estiva; ma si sono registrati anche minimi invernali di -19 °C e massimi estivi di 35 °C); è inferiore allo 0 °C alle quote più elevate. In certe zone, particolarmente rinserrate, il limite delle nevi perenni è inferiore ai 2000 m. Tuttavia è interessante il fatto che le conche alpine più ampie hanno medie invernali pressoché eguali a quelle delle località di pianura e medie estive non molto diverse; anzi non è infrequente che, tra i centri abitati, i minimi assoluti si registrino proprio in pianura.

Bardonecchia, in provincia di Torino, posta a 1316 m di quota, ha la stessa media invernale della padana Vercelli, cioè circa 1 °C, con minime di -15 °C; le rispettive medie estive sono di 17 °C e di 24 °C. Ma, nonostante la sua altitudine, Bardonecchia ha toccato un vertice estivo massimo di 37 °C, mentre Casale Monferrato ha raggiunto un minimo di -20 °C. Le precipitazioni hanno massimi autunnali e primaverili, ma non mancano in nessuna stagione; in certe aree alpine e subalpine si superano anche i 3000 mm annui. La media delle precipitazioni a Torino si aggira sui 900 mm; le minime (sui 600 mm annui) corrispondono all'area di Alessandria, ai piedi dell'Appennino ligure.

Flora e fauna

Il Piemonte è tra le regioni più boscose d'Italia: è infatti caratterizzato da una relativamente bassa densità di popolazione e da una notevole estensione di territorio montuoso. La superficie a bosco si va progressivamente estendendo in modo spontaneo, a causa dell'abbandono delle colture da parte dell'uomo nelle aree montane e collinari, oggi meno redditizie.
Un gran numero di aree sono da tempo in Piemonte poste sotto tutela ambientale. Oltre al parco nazionale del Gran Paradiso (di cui una parte si trova in Valle d'Aosta), che è il più antico parco nazionale italiano, si annoverano molti parchi regionali, tra cui quello del Ticino (90.000 ettari, condiviso con la Lombardia) e quello dell'Argentera (26.000 ettari, nelle Alpi Marittime); in provincia di Torino è situato il parco naturale della Mandria, che in passato fu una tenuta reale, e in provincia di Novara si trova il parco naturale dell'Alpe Veglia.

La varietà delle specie vegetali è ricchissima: dalla flora più propriamente alpina degli ambienti rupestri e di prateria, ai boschi di alta e media montagna (con abeti, larici, pini e faggi) e a quelli tipici dei climi temperati dell'Europa centrale (con castagni e querce), sino alle specie mediterranee e addirittura subtropicali, come le palme, che sono diffuse lungo le sponde del Lago Maggiore, dove il clima è particolarmente mite. Anche la fauna è ricca, soprattutto rispetto al resto d'Italia, che ha depauperato enormemente il proprio patrimonio naturalistico; include stambecchi e camosci (che sono protetti nel parco nazionale del Gran Paradiso), marmotte, caprioli, lepri, volpi, scoiattoli, martore, oltre a numerose specie di uccelli rari.

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