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L'OLIO LAZIALE
Canino. Negli antichi feudi dei Torlonia è il comprensorio di Canino, dove si produce lo squisito olio omonimo, estratto dalle varietà Caninese, Leccino, Pendolino, Maurino e Frantoio (da sole o congiunte fino al 100%). Qui, nella provincia di Viterbo, la coltura dell’olivo è diffusa da sempre, se è vero che anche gli Etruschi conoscevano la sacra pianta e ne apprezzavano i frutti. Colore: verde smeraldo con riflessi dorati; profumo: fruttato che ricorda il frutto sano, fresco, raccolto al punto ottimale di maturazione; sapore: deciso con retrogusto amaro e piccante.
Sabina. Che l’antica Sabina sia una terra profondamente legata all’olivicoltura, da un paio di millenni, ce l’hanno raccontato Catone, Orazio e Columella, che questa zona, fra le province di Roma e di Rieti, conoscevano bene. Ma forse non tutti sanno che proprio qui, a Canneto Sabino, esiste il più antico olivo d’Europa: simbolo ancora vegeto d’un prodotto ottenuto dalla spremitura delle varietà Carboncella, Leccino, Raja, Frantoio, Moraiolo, Olivastrone, Salviana, Olivago e Rosciola (min. 75%). Colore: giallo oro con sfumature sul verde per gli oli freschissimi; profumo: fruttato; sapore: fruttato vellutato, uniforme, aromatico, dolce, amaro per gli oli freschissimi
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