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L'OLIO CAMPANO
Cilento. Sono ben 62 i paesi dell’ampio Parco nazionale del Cilento che producono e lavorano antiche varietà (varietà: Pisciottana, Rotondella, Ogliarola o Uogliarola, Frantoio, Salella, Leccino, min. 85%), proseguendo così una tradizione risalente ai profughi focesi e a molte colonie della Magna Grecia. Colore: dal verde al giallo paglierino, più o meno intenso; profumo: fruttato medio leggero; sapore: fruttato, con media o debole sensazione di amaro e di piccante.
Colline Salernitane. Clima mediterraneo, temperatura mite e piogge concentrate nei mesi freddi sono il prezioso regalo di Madre Natura alle antiche varietà indigene (Rotondella, Frantoio, Carpellese o Nostrale, min. 65%; Ogliarola e Leccino, max. 35%).
Fattori positivi, sapientemente sfruttati dai produttori della provincia salernitana, che va dalla costiera amalfitana ai confini del Cilento. Colore: dal verde al giallo paglierino, più o meno intenso; profumo: fruttato medio-alto; sapore: fruttato, con media o debole sensazione di amaro e leggero sentore di piccante. Penisola Sorrentina.
La "terra delle sirene", isola di Capri compresa, offre ai suoi alberi (varietà: Ogliarola o Minucciola, min. 65%; Rotondella, Frantoio, Leccino, da sole o congiunte, max 35%) particolari condizioni naturali: dal clima mite alla fertilità dei terreni d’origine vulcanica.
La venerazione locale della dea Minerva, poi - onorata come creatrice dell’olio - ha fatto sì che nella provincia napoletana l’olivicultura fosse sviluppata sin dall’antichità. Colore: dal verde al giallo paglierino, più o meno intenso; profumo: fruttato; sapore: fruttato, con media o debole sensazione di amaro e leggero sentore di piccante.
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