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MATERA
La parte antica dell'abitato di Matera sorge sopra uno sperone che si affaccia su una gravina, ripido solco erosivo scavato nel tufo calcareo dall'azione di acque torrentizie. Fu prima villaggio preistorico, poi insediamento greco e romano e in seguito dominio di Normanni e Svevi.
Intorno al X secolo nelle due vallette che circondano lo sperone sorsero una serie di chiese e di abitazioni scavate nella roccia, che via via diventarono più numerose fino a creare un insieme urbano del tutto particolare, oggi noto con il toponimo "Sassi di Matera".
Le dimore sono grotte artificiali di forma regolare scavate nel friabile tufo calcareo, raggruppate in un labirinto caotico percorso da strette strade e gradinate, talvolta sostenute dalle case sottostanti.
Tra il X e il XVII secolo la città si arricchì di edifici di interesse artistico tra cui spicca la Cattedrale in stile romanico pugliese (1270) con ricchi portali laterali ornati da sculture di maestri pugliesi.
Nel territorio circostante Matera sono conservate anche circa 120 chiese rupestri, quasi tutte altomedievali, ricavate da grotte naturali rielaborate o da cavità scavate dall'uomo. L'utilizzo delle grotte per fini religiosi fu probabilmente influenzato della diffusione del monachesimo di provenienza bizantina, caratterizzato da scelte di vita eremitica.
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